Progetto agricolo e alimentare

SERRE E STALLE ALLA MISSIONE DI ADWA

Per una madre di Adwa, comprare cibo sufficiente per il fabbisogno della famiglia è spesso un lusso. Il costo del teff, cereale alla base dell’alimentazione locale, è quadruplicato in pochi anni.

Le terre della regione del Tigray soffrono ancora oggi le conseguenze della guerra chimica del dittatore Menghistu.

Inoltre l’alternanza tra siccità e stagione delle piogge con acque torrenziali spesso impedisce ai contadini di ottenere raccolti sufficienti al fabbisogno alimentare locale.

Per questo alla missione Kidane Mehret è fondamentale poter integrare le carenze alimentari di bambini e famiglie di Adwa.

All’interno della missione sono state costruite serre in grado di preservare il giusto grado di umidità per coltivare ortaggi e per proteggerli nei periodo in cui le piogge torrenziali lavano via quanto seminato.

Sono presenti inoltre le stalle con mucche da latte, conigli, galline, pecore. Sono molto preziosi sia i loro prodotti – latte e uova – sia la loro carne. Con questo progetto si offre inoltre una buona opportunità di lavoro a padri e madri di famiglia.

Personale locale, affiancato da volontari italiani, coltiva sementi importate e autoctone.

Giovanni Marchetti, esperto agricoltore, dal 2016 è il responsabile del progetto. Lavora tenacemente all’ampliamento delle coltivazioni su aree bonificate, terrazzate, fertilizzate grazie alla sinergia tra campi e stalle. Coltiva ortaggi, legumi e cereali per l’autonomia alimentare della missione, e permette ai dipendenti di acquistare a prezzi ribassati.

Guarda il video: Giovanni Marchetti intervistato su TV2000 sul progetto agricolo ad Adwa.

Guarda la sua presentazione sul campo, ripresa da Carolina Paltrinieri ad Adwa:

IL PROGETTO

Le serre e le stalle

La prima struttura delle serre e delle stalle è stata costruita grazie all’importante contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna nel 2006. Successivi adattamenti alle locali condizioni climatiche sono state apportate grazie al contrubuto della ditta Fava di Cento.

Grazie a queste struttura, sono state avviate le coltivazioni di ortaggi e l’allevamento di mucche, conigli e capre.

Dal 2012 al 2019 è stato realizzato anche un impianto per la coltivazione dell’alga spirulina, importante integratore alimentare utile per la cura di bambini e madri denutrite. Dal 2019 purtroppo c’è stato un deperimento della coltura che ha costretto allo smantellamento dell’impianto.

Viene invece portata avanti la coltivazione della moringa, importante integratore per l’alimentazione umana ed animale.

 

La bonifica

Giovanni ha bonificato e terrazzato un terreno precedentemente adibito a discarica, ed ora può essere coltivato a mais o ortaggi.

L’introduzione di mezzi motorizzati

L’agricoltura etiope ancora oggi è un’agricoltura di sussistenza, frammentata in tanti piccoli appezzamenti dati in uso dallo stato ai contadini per un tempo limitato, per cui nella zona di Adwa non si è mai sviluppata oltre l’aratro tirato da buoi.

Grazie all’aiuto di tanti gruppi di amici in Italia, e grazie ad aziende sensibili che hanno donato o ceduto a prezzi ribassati, è stato possibile acquistare e trasportare ad Adwa numerosi attrezzi motorizzati:

  • motozappa
  • seminatrice
  • decespugliatore e tagliaerba
  • idropulitrice
  • piccolo trattore con accessori
  • pompe per l’irrigazione
  • motocarriola cingolata

 

L’essiccazione del foraggio

Il clima e la stagionalità della regione del Tigray non permettono di produrre e conservare in modo ottimale il foraggio per gli animali. Durante la stagione delle piogge di possono fare i raccolti migliori ma non si riesce ad essiccare il fieno all’aria aperta. Nell’ottica dell’autoproduzione, è stato richiesto ed ottenuto un contributo dalla Diocesi di Bologna (Commissione Dividendi Faac) per realizzare una tettoia ed una recinzione per conservare tutto l’anno il foraggio acquistato dai contadini locali, in modo da sostenere i piccoli produttori e non dover più dipendere da acquisti a 1.200 km e trasporti attualmente bloccati da pandemia e guerra.

I beneficiari

Il cibo ed il latte prodotti offrono nutrimento a:

  • la comunità di missionarie e collaboratori internazionali che portano avanti la scuola e l’ospedale della Missione
  • le ragazze a rischio, ospitate nell’ostello
  • i dipendenti etiopi della Missione, che possono acquistare a prezzi calmierati
  • le famiglie più povere inserite nel progetto di adozione a distanza
  • i malati ricoverati nell’ospedale, tramite il servizio di mensa interna

Vai al form on-line, seleziona il progetto “alimentazione” e scegli il metodo di pagamento che preferisci.

Grazie di cuore a nome di Giovanni e di tutta la comunità che potrà beneficiare del cibo prodotto!