Appello del Vescovo di Adigrat per porre fine alla guerra

Appello del Vescovo di Adigrat per porre fine alla guerra

Pubblichiamo la lettera scritta il 3 settembre 2021 dal Vescovo di Adigrat, Abune Tesfaselassie Medhin, che chiede a chi di competenza di far cessare la guerra in Tigray. Anche la Missione salesiana di Adwa fa riferimento a lui come realtà religiosa.

Il vescovo riferisce delle difficoltà di far arrivare gli aiuti inviati dalla Chiesa Cattolica italiana ed internazionale ai più bisognosi, a causa del blocco dei servizi e trasporti in loco, come riporta anche la rivista “Mondo e Missioni” :

Anche la Chiesa cattolica che è riuscita a raccogliere 1,8 milioni di dollari per l’emergenza umanitaria in Tigray (75% già stato speso), ha dovuto sospendere la distribuzione degli aiuti, realizzata grazie al sostegno di Caritas Internationalis e di altre organizzazioni locali e internazionali, a causa dell’aggravarsi della situazione.

Ecco una nostra traduzione del testo della lettera:

“Auguri di pace in Cristo!

Nonostante la restrizione ai movimenti e i permessi limitati per accedere e mobilitare le risorse di aiuto umanitario, la Chiesa cattolica nel Tigray (Segretariato cattolico diocesano di Adigrat e Congregazioni cattoliche che operano nell’ambito dell’eparchia cattolica di Adigrat) è stata impegnata a far fronte ai bisogni di emergenza delle persone colpite dalla guerra in Tigray con la collaborazione benefica dei nostri partner/donatori internazionali.

Il sostegno umanitario era stato limitato alle città e alle aree più vicine alle strade principali.

Come altre organizzazioni di aiuto umanitario, non abbiamo potuto continuare a svolgere le attività di risposta alle emergenze assolutamente necessarie come era stato pianificato, perché tutti i servizi di base e le strade dal porto di Gibuti e da Addis Abeba per entrare nel Tigray rimangono bloccate per la maggior parte del tempo a partire da giugno 2021. Dal momento che, quindi, non siamo né in grado di prelevare denaro dalle banche con fondi di emergenza già arrivati, né siamo in grado di ricevere fondi di emergenza dai donatori, non potremmo andare avanti con i nostri programmi di risposta alle emergenze in corso per raggiungere le persone colpite dalla guerra e ridurre le sofferenze. In altre parole, le autorità federali sospendono le transazioni del denaro trasferito dalle nostre organizzazioni partner/donatori alle banche locali in Tigray, destinate a soddisfare le esigenze umanitarie. Ci rendiamo conto che la sospensione è stata effettuata senza la dovuta considerazione per l’immenso bisogno di aiuti umanitari nella regione. Di conseguenza, poiché gli accessi ai servizi essenziali come l’elettricità, le banche, le telecomunicazioni, i trasporti e le strutture sanitarie sono stati negati, le persone in Tigray, in particolare gli sfollati interni, i rimpatriati e coloro che sono più colpiti dall’impatto della guerra, hanno esaurito generi alimentari, medicinali salvavita di base, acqua potabile, riparo. Quindi, è una realtà quotidiana vedere le sofferenze umana, la fame e la mancanza di medicine per malattie curabili. Inoltre, l’attuale situazione sul campo mostra che qualsiasi ritardo di giorni nel rispondere ai bisogni umanitari, si tradurrebbe in una catastrofica carestia e nella morte di milioni di persone nel Tigray.
In questa situazione, ritengo mio dovere pastorale e obbligo umanitario rivolgermi a tutte le autorità competenti per:
1- consentire ai servizi, e anche ai partner/organizzazioni, di esercitare pressioni per ottenere il permesso dagli organismi responsabili di accedere e mobilitare le risorse di aiuto umanitario, per soccorrere le persone colpite dalla guerra nel Tigray;
2- per porre fine a questa guerra incredibilmente devastante, che sta divorando decine di migliaia di vite di civili e soldati innocenti, attraverso il dialogo e la negoziazione.

Restiamo profondamente grati per la vostra comprensione di questa situazione terribilmente dolorosa, che è diventata una minaccia esistenziale per la popolazione del Tigray e per coloro che stanno soffrendo altrove.
Per favore, ricordati di noi nelle tue preghiere, e Dio benedica te e i tuoi preziosi servizi,
Fraternamente in Cristo

+Abune Tesfaselssie Medhin
Vescovo dell’Epachia Cattolica di Adigrat”