Lettera di Pasqua 2020 di suor Laura

Lettera di Pasqua 2020 di suor Laura

Amici tutti della missione di Adwa, più che mai questa lettera che di consueto scriviamo per Pasqua è adatta ai tempi che viviamo: tempo di “Quaresima”, di Passione, di Getsemani. Sono questi i passi che precedono la Risurrezione, la festa della Vita, della Vittoria del nostro Dio sulla morte.

Facile a dirsi per chi ha perduto persone care, per chi vive situazioni economiche drammatiche per la sospensione del lavoro, la chiusura delle attività, il blocco di tutto quanto ci pareva normale e dovuto.

La paura del contagio, gli interrogativi sul futuro, le conseguenze che ci sono e che ci saranno ci costringono certo a pensare, forse a ribellarci, a scaricare “colpe” su qualcuno o qualcosa, magari Dio incluso.

Chi è ottimista e se lo può permettere, vive questo tempo come una possibilità, anche se forzata, di rivedere tante cose della vita. Per esempio le relazioni, l’uso del tempo, il ricupero delle piccole cose, la cura del riposo, il silenzio, la lettura, il dialogo, la possibilità di stare in famiglia con i figli, di leggere qualcosa di buono. Neppure le Chiese sono aperte, ma si può cercare di vivere questo tempo da cristiani, non come quelli “che non hanno speranza!” riservando il tempo della messa domenicale per leggere la Parola di Dio.

Non sono certo nella posizione di “fare prediche”: anche io sono infatti reduce da un lungo periodo di ricupero dopo due pesantissimi interventi chirurgici e, come voi, sono bloccata nel lavoro, in ansia per la mia comunità, per la mia gente, per i nostri e vostri bambini.

Anche in Etiopia c’è la pandemia, ma il governo fino a poco fa l’ha ignorata per ragioni economiche: la Cina è il primo partner del paese e gli scambi di persone e cose non si sono mai interrotti. Il sistema sanitario non è neppure in grado di identificare il coronavirus, gli ospedali locali sono luoghi infetti per definizione. Nessuno scampo per chi si dovesse ammalare, la natura dovrà fare la selezione: i più robusti sopravvivranno e le fasce deboli dovranno soccombere.

Voi ci aiutate da sempre a soccorrere queste fasce deboli, i bambini e le mamme che la missione riesce a raggiungere. Il nostro ospedale, non ancora terminato ma speriamo presto, è stato costruito con immensi sforzi proprio per loro, per gli ultimi, per quelli che non ce la possono fare da soli. Il dramma, quando la pandemia toccherà anche la missione – inevitabile ahimè se non succede un vero miracolo – saranno i posti letto, il reperimento di medicine, il personale sanitario.

Noi saremo comunque con la gente, condivideremo con loro anche questa nuova terribile prova. Abbiamo fatto lo stesso quando è scoppiata la guerra Etiopia/Eritrea.
La stessa cosa sarà oggi: noi restiamo per proteggere, aiutare, curare i nostri figli che per noi sono reali e presenti, per voi a distanza.

Li facciamo pregare per i loro “genitori a distanza”, ovvero per voi che non fate mancare il vostro aiuto garantendo loro un futuro.

A ciascuno di voi un messaggio di speranza, anzi, una certezza: CE LA FAREMO! La vita è più forte, in Cristo la morte è stata sconfitta. Restiamo con Lui che ha sofferto la Passione, la flagellazione, l’isolamento, l’abbandono.

Anche per noi ci sarà la Risurrezione, e potremo augurarci nuovamente BUONA PASQUA!

Vi abbraccio con l’affetto e la gratitudine che sapete, contate su di noi.

20 marzo 2020

Sr Laura e missione tutta

 


 

 

Dal 23 marzo anche in Etiopia è stato dichiarato lo stato di emergenza per la pandemia Covid-19 col blocco di tutte le attività e chiusura delle scuole.

Leggi l’aggiornamento inviato successivamente da suor Laura