L’ospedale di Adwa sempre piu’ solo nell’assistenza alla popolazione del Tigray senza MSF

L’ospedale di Adwa sempre piu’ solo nell’assistenza alla popolazione del Tigray senza MSF

L’uccisione dei tre Medici Senza Frontiere ed il ritiro dell’ONG da quella zona dell’Etiopia conferma che il conflitto civile non risparmia nessuno, ma le salesiane restano in prima linea

L’associazione Amici di Adwa, unitamente alla missione salesiana che sostiene ad Adwa, esprime grande solidarietà e cordoglio per l’uccisione impunita dei tre operatori umanitari di MSF in Tigray.

María, Tedros e Yohannes avevano portato all’ospedale di Adwa, in questi mesi di conflitto, aiuti fondamentali per l’assistenza a migliaia di feriti, malati, partorienti locali e sfollati dal confine nord.

A seguito di questo grave ma non isolato episodio, l’organizzazione si vede costretta a sospendere temporaneamente le attività nel Tigray centrale e orientale finché non verranno chiarite le dinamiche dell’incidente.

È evidente che sono assenti le condizioni per consentire attività umanitarie. Oltre all’insicurezza sulla rete stradale interna, sono stati gravemente danneggiati tre ponti sulle principali vie di comunicazione del Tigray lo scorso 28 giugno, durante il temporaneo ritiro delle truppe governative dalla regione. Già dalla settimana prima era stati interrotti anche i collegamenti aerei con Mekelle. L’annuncio del premier del cessate il fuoco per consentire la distribuzione di aiuti umanitari, apparentemente in risposta agli appelli di pace di molteplici attori internazionali (ONU, USA, UE), non si è quindi tradotto nei fatti.

In questo quadro, l’ospedale Kidane Mehret (conosciuto in loco anche come “Don Bosco”) di Adwa, costruito all’interno della missione salesiana grazie ai fondi raccolti da Amici di Adwa tra generosi donatori italiani, gruppi e fondazioni internazionali (oltre ad un importante contributo 8×1000 CEI), si sta rivelando un presidio fondamentale in un territorio dove solo il 13% delle strutture sanitarie è rimasto funzionante.

Nonostante allo scoppio del conflitto fosse attiva solo la prima ala dell’ospedale, grazie alla collaborazione con MSF, Croce Rossa, Unicef e tanti sanitari volontari locali, è stato attivato in emergenza il reparto di ostetricia e potenziati il pronto soccorso e la chirurgia. Le periodiche forniture di medicine, ossigeno, aiuti alimentari per combattere la denutrizione avevano permesso finora di salvare migliaia di vite, assistere i parti di quasi 2.500 bambini in 8 mesi, ma anche arrendersi impotenti a tante morti per mancanza di presidi, strumentazione per la terapia intensiva e tanto altro.

Il sovraffollamento delle decine di migliaia di profughi ad Adwa ed Axum, la mancanza di acqua potabile, le condizioni igieniche precarie, la malnutrizione stanno alimentando inoltre epidemie di colera, oltre che la diffusione del Covid-19. La distruzione dei raccolti e delle scorte di cibo da parte di milizie straniere e l’impossibilità di coltivare hanno portato rapidamente oltre 5 milioni di tigrini in situazione di “insicurezza alimentare acuta” (classificazione I.P.C.)

Ora che María, Tedros e Yohannes non potranno più consegnare in Missione i fili da sutura, gli antibiotici o le bombole, le suore ed i medici di Adwa sono ancora più disarmati e soli.

Suor Laura Girotto, dall’Etiopia, non riesce a fare arrivare in tempo reale il suo grido di aiuto: le telecomunicazioni restano interrotte, il carburante per i generatori sta finendo, il cibo autoprodotto all’interno della missione col progetto agricolo non basta per tutti i ricoverati… In ospedale si trovano spesso davanti al terribile dilemma di dover scegliere chi curare e chi no…

“Abbiamo bimbi che arrivano disidratati come foglioline secche. Impossibile metterli sotto flebo, il sistema circolatorio è crollato. È un genocidio e noi siamo testimoni oculari: siate voi la nostra voce!”

 

Non lasciamoli soli, facciamo arrivare la nostra solidarietà e facciamoci sentire affinché la comunità internazionale metta fine a questa grave crisi!

La raccolta fondi per questa gravissima emergenza continua. È possibile donare su dona.amicidiadwa.org , ogni contributo può fare la differenza nel salvare una vita!

CONTATTO UFFICIO STAMPA AMICI DI ADWA:

comunicazione@amicidiadwa.org; ospedale@amicidiadwa.org – 051-6836117 – 346 8792073

In questa sezione tutti gli approfondimenti sulla guerra in Tigray con rassegna stampa:

https://www.amicidiadwa.org/category/emergenza/