Manteniamo viva l’attenzione

Manteniamo viva l’attenzione

Il recente agguato all’ambasciatore Attanasio ed alla sua scorta ha riportato in primo piano il tema delle lotte di potere in molti stati africani.

Il dolore per la scomparsa di un diplomatico e di un carabiniere, giovani che si spendevano in prima persona per migliorare le condizioni di vita della popolazione in Congo, ci fa apprezzare ancora una volta il coraggio e la dedizione dei tanti operatori umanitari in situazione di conflitto ed insicurezza.

In Tigray, ancora oggi cooperanti, religiosi e sanitari continuano ad offrire soccorso a malati e feriti, a partorienti e a piccoli denutriti, malgrado i combattimenti continuino a minacciare la loro sicurezza.

Se qualche settimana fa da Adwa arrivava qualche notizia incoraggiante (il ripristino del servizio elettrico e della linea telefonica analogica), un nuovo assalto militare ai tralicci che distribuiscono la corrente ha nuovamente fatto piombare nel buio la regione, con conseguenti difficoltà di distribuire acqua potabile, comunicare, lavorare.

I nuovi servizi ospedalieri attivati in emergenza (sale parto, nuovi posti letto, assistenza per grave denutrizione, chirurgia per ferite da arma da fuoco o da taglio) vengono garantiti gratuitamente alla popolazione allo stremo delle forze per mancanza di cibo, di riparo, di denaro contante. Il carburante per azionare i generatori è difficile da reperire e contingentato dai militari.

Quello che accade nelle aree rurali, sulle montagne, fuori dai grandi centri è difficile da documentare per l’oscuramento dei servizi di telecomunicazione. Ma i report, basati su testimonianze dei profughi ed evidenze satellitari, confermano sempre più che milizie fuori controllo hanno compiuto massacri, saccheggi, incendi, deportazioni. Amnesty International pubblica il 26/02 un comunicato stampa sul massacro di centinaia di civili ad Axum (la città sacra per la religione cristiana-copta, poco distante da Adwa) commesso a fine novembre scorso.

[leggi il report di Amnesty sul massacro di Axum]

Le agenzie umanitarie internazionali faticano a far arrivare gli aiuti in modo capillare dove la popolazione è letteralmente alla fame. Le strade sono insicure o interrotte, le forze governative pretendono di controllare la distribuzione, e già nei mesi scorsi avevano aperto il fuoco e ucciso alcuni operatori impegnati nell’aiuto ai campi profughi al confine con l’Eritrea. Ma di questi purtroppo non se n’è sentito parlare molto.

Non bisogna abbassare la guardia! La missione salesiana di Adwa sta attivando collaborazioni con Medici Senza Frontiere, Croce Rossa Internazionale ed Unicef per ricevere aiuti alimentari e farmaci di base. Continua anche la raccolta fondi per la gestione di questa grave emergenza.

Ringraziamo di cuore tutte le persone che non faranno mancare il prezioso aiuto!