Nuovi bombardamenti in Tigray, oltre alle vittime per fame

Nuovi bombardamenti in Tigray, oltre alle vittime per fame

Ancora civili uccisi in questa guerra fratricida. Il fine di stanare i guerriglieri del TPLF viene ancora una volta offerto come giustificazione per colpire indistintamente chiunque si trovasse al mercato di Togoga nel giorno di un anniversario caro ai ribelli tigrini. Il raid aereo governativo pare abbia fatto oltre 40 vittime (fonte: LUISS), ma altre fonti parlano di un numero doppio (l’Avvenire e La Repubblica) e centinaia di feriti.

Africa Express riporta la testimonianza di un operatore sanitario locale: “Ci è stato vietato di prestare soccorso. Hanno detto che se avessimo aiutato i feriti, avremmo dato una mano al nemico, cioè al Tigray People’s Liberation Front“. Tra questi, un bimbo di appena 6 mesi con gravi ferite all’addome è stato bloccato nell’ambulanza per oltre 2 ore. Poi è morto durante il tragitto.

La Repubblica scrive che “funzionari delle Nazioni Unite hanno chiesto un’indagine internazionale, sottolineando che se i governativi hanno fermato l’evacuazione dei feriti, è una violazione delle leggi internazionali.”

I numeri che non sappiamo per certezza ma sono altissimi e crescenti sono inoltre quelli delle vittime per fame.

L’Avvenire ha scelto di pubblicare foto terribili di alcuni bambini ricoverati all’ospedale di Mekellè per denutrizione. Queste immagini davvero dolorose, e le storie delle persone ritratte, danno realmente la percezione del dramma che stanno vivendo milioni di persone lontane da casa, contadini senza semi da piantare, profughi che sono restati nascosti per settimane senza cibo nè acqua e ora vedono i figli morire sotto i loro occhi.

L’ospedale Kidane Mehret di Adwa sta lavorando incessantemente per assistere feriti, malati, denutriti, donne durante il parto soprattutto in caso di complicanze. Reperire cibo e materiali consumabili come fili da sutura e ossigeno è un’impresa quasi impossibile, ma ora suor Laura è sul campo al fianco degli operatori sanitari per salvare più vite umane possibile. E la collaborazione con MSF, IRC, Unicef permette di accedere saltuariamente agli aiuti umanitari.

Non possiamo restare indifferenti, restiamo al loro fianco grazie al supporto della missione e dell’ospedale di Adwa!