Tigray classificato al liv 5 – carestia e catastrofe umanitaria

Tigray classificato al liv 5 – carestia e catastrofe umanitaria

I dati raccolti ed elaborati dall’ I.p.c. (Integrated food security phase Classification) – l’organismo internazionale di cui fanno parte 15 agenzie tra cui le Nazioni Unite, creato per definire le diverse fasi dell’insicurezza alimentare – classificano l’emergenza del Tigray al livello 5: carestia/catastrofe umanitaria.

Leggi l’articolo su Repubblica

o vedi il report completo in inglese delle agenzie ONU

La deliberata distruzione da parte delle milizie dei raccolti, del foraggio, delle coltivazioni e degli allevamenti sta condannando oltre 5,5 milioni di persone ad elevati livelli di insicurezza alimentare, non solo nell’immediato ma anche per il prossimo anno visto che moltissimi contadini sono stati costretti a fuggire dalle proprie case e campi.

Sono stati documentati oltre 500 casi di violenza e stupri, ma si stimano molto più numerosi quelli non denunciati per timore delle vittime di essere stigmatizzate ed escluse dalla propria comunità.

Altra notizia molto allarmante (leggi su Africa Express): pare che sia arrivata all’esercito federale in Tigray nuova artiglieria pesante, tra cui armi chimiche, per sferrare nuovi attacchi. Già nelle settimane scorse c’erano stati casi di feriti gravi da fosforo bianco. L’ONU ha aperto un’inchiesta, si attendono i riscontri.

Immagini che colpiscono al cuore, scattate sul campo della fotografa sul National Geographic (vedi).

Ed il nostro cuore è sempre con il popolo indifeso, che sta subendo violenze e soprusi insopportabili…

Le elezioni nazionali del 21 giugno escludono temporaneamente dal voto la regione del Tigray e di altre zone di conflitto (100 circoscrizioni su 547). Si attendono i primi risultati ma i continui blocchi delle telecomunicazioni non permettono la diffusione di notizie. Leggi gli articoli del Post, di Internazionale, Africa Rivista, EuroNews.

Vatican News ha pubblicato un’intervista ad una rappresentante delle missionarie salesiane in Etiopia, che fa il quadro della situazione anche della missione di Adwa – ascolta l’intervista

Almeno una notizia positiva c’è: suor Laura è riuscita a tornare ad Adwa! Ha dovuto affrontare un lungo e pericoloso viaggio con 18 posti di blocco, ma fortunatamente li ha superati indenne e ha potuto riabbracciare le consorelle, gli operatori in loco e tanti etiopi che continuano a prestare servizio in missione malgrado le tante difficoltà.

Continuiamo con tutte le forze a cercare aiuto per supportarli!