Lettera di Natale 2017 di suor Laura

Lettera di Natale 2017 di suor Laura

Cari genitori e amici tutti,

il nostro consueto incontro natalizio è insolito ma particolarmente ricco di gioia quest’anno: stiamo infatti per completare le prime due corsie dell’ospedale che speriamo di inaugurare il 24 Maggio 2018, nella festa di Maria Ausiliatrice.

 

Ogni cm quadro racconta una storia di generosità da parte vostra, ad esempio i corridoi piastrellati con ceramiche donati dalla S. Agostino. Le foto vi danno l’idea di cosa sarà questo luogo: oasi dove la vita potrà essere curata, protetta, salvata. Si stanno compiendo passi importanti col Governo locale e presso Istituzioni Italiane di altissimo livello: una “partnership” con ospedali italiani e con l’Università Cattolica di Addis Abeba ci darà lo status giuridico di “teaching hospital” cioè luogo di tirocinio per giovani medici africani ed europei specializzandi in malattie tropicali.

corridoio ospedale nursery  infermiere scuola   corridoio ospedale vista 

Sarà un altro tassello posto alla soluzione del problema dei migranti, che fuggono dai loro paesi in cerca di una vita dignitosa. Noi da anni offriamo una scuola di eccellenza… ma per studiare o lavorare occorre essere vivi, sani e ben nutriti. Con l’ospedale potremo offrire una soluzione a 360°: il Kidane Mehret Hospital garantirà salute, studio formazione professionale di qualità. Risposte concrete che hanno già convinto migliaia di persone, che guardano ad Adwa e al nostro centro con occhi di speranza e progettualità nella terra che li ha visti nascere.

Tutto questo GRAZIE A VOI che mi leggete, grazie alle migliaia di persone semplici e sconosciute che ci sostengono. Nomi  ignoti al grande pubblico, ma meticolosamente annotati nel cuore di Dio. Quel Dio che si è fatto bambino come i nostri, bisognoso di cure, latte, pannolini, braccia di genitori e coccole come i nostri. Qualcuno ha scritto che “le lacrime non fanno rumore”. Anche le vostre mani che raccolgono e asciugano le lacrime dei poveri non fanno rumore. Il BENE non fa chiasso, non fa storia, sembra non essere interessante. Mentre invece è l’unica vera realtà che COSTRUISCE LA STORIA, che si “sporca le mani” con storie di vita, che risolve problemi enormi senza tante chiacchiere. Chiedetevi: quanti barconi di disperati NON PARTIRANNO grazie a voi che ci avete aiutato a costruire questa realtà in 25 anni di amicizia e donazioni? Voi li avete salvati, anche senza averli mai incontrati o conosciuti.

Già sapete che la scuola continua con risultati sempre migliori. Anche quest’anno abbiamo ricevuto un diploma di riconoscimento per l’eccellenza dei risultati: il 100% dei nostri ragazzi della 12a classe, preparatoria agli studi superiori, sono stati ammessi all’università (che è a spese del Governo).

Abbiamo iniziato la scuola infermieri con un gruppetto ristretto di giovani ansiosi di far bene.    

I medici volontari si moltiplicano, abbiamo continue offerte di volontariato da parte di professionisti di altissimo livello, già in pensione ma ancora molto attivi. Altri, tuttora impegnati col lavoro e la famiglia, ci regalano brevi periodi di servizio rubandoli alle proprie ferie. Uno spaccato di umanità splendida, che porta alto il titolo di medico, che conferma quanto sia vero ciò che Enzo Biagi diceva: “…Italiani, brava gente!”.

foto ospedale vista medici operano fonendo vaccino low

È una lettera di Natale insolita questa, me ne rendo conto. Ma “VERA”, forse solo sfrondata del sentimentalismo e della coreografia che spesso circonda e snatura questa ricorrenza, trasformandola in evento commerciale e festaiolo.
Mentre è la celebrazione della vita, del Dio che cammina con noi, del Dio che asciuga le lacrime e guarisce, del Dio che si è fatto nostro Fratello per insegnarci cosa sia la fratellanza.

Chiudo regalandovi la foto di un “Gesù Bambino” tirato fuori dall’ospedale governativo, dove era ricoverato per una gravissima forma di denutrizione, ormai in coma. Stava morendo di fame e l’ospedale non era in grado di curarlo. L’abbiamo portato a casa, dove le sorelle infermiere del Cottolengo lo hanno vegliato e nutrito.

Mesghenna FotoAdwa74 Mesghenna FotoAdwa78  Mesghenna FotoAdwa75

Mesghenna, 4 anni, pesava 5 kg quando l’abbiamo portato a casa.
Prima è stato nutrito con sondino naso-gastrico perché non riusciva nemmeno a deglutire. Poi ha imparato a mangiare da solo.
Il suo sorriso, la sua vita rifiorita siano il nostro augurio per voi, per i vostri figli, per ogni pena, sogno e speranza che portate in cuore.

Buon Natale!

 

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