Adwa

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Adwa

Adwa – in italiano Adua – è ricordata nei nostri testi scolastici di storia per la prima disfatta di un esercito “bianco” in terra africana…
Al primo tentativo di colonizzare l’Abissinia, infatti, gli italiani furono sconfitti nel 1896 proprio sulle montagne che circondano la cittadina.
Nell’Etiopia odierna invece la battaglia è celebrata come storica vittoria nella festa nazionale del 2 marzo ogni anno.
Nel 1936, quando già l’Eritrea era una colonia italiana, l’Etiopia fu conquistata ed occupata per cinque anni, utilizzando addirittura armi vietate dalle convenzioni internazionali. Gli italiani lasciarono però in eredità anche numerosi edifici, strade, infrastrutture.
 
L’arrivo delle missionarie nella cittadina, su richiesta della popolazione stessa, è stato quindi un ritorno con le armi della solidarietà, dell’impegno umanitario, delle iniziative a favore dei bisognosi.
Oggi Adwa conta tra i 40.000 ed i 60.000 abitanti (non tutti sono registrati all’anagrafe…). La Missione Kidane Mehret è una piccola città nella città, volano per l’economia locale e punto di riferimento per l’istruzione, la formazione, l’assistenza. Negli anni le strade polverose sono state asfaltate, le attività commerciali e artigianali si sono moltiplicate, alcune capanne di fango sono state sostituite da case o addirittura condomini, chi era espatriato comincia a tornare.
 
Adwa è situata nella regione del Tigray ed è molto vicina all”Eritrea, con la quale i rapporti rimangono tesi ed il confine militarizzato.
 
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La Repubblica Democratica Federale d’Etiopia è uno stato dell’Africa Orientale privo di sbocco al mare, confina a nord-est con l’Eritrea e Gibuti, ad est ed a sud-est con la Somalia, a sud-ovest con il Kenya, ad ovest ed a nord-ovest con il Sudan.
La capitale è Addis Abeba, distante circa 1.000 km da Adwa.

L’Etiopia ha una superficie di 1.133.380 Kmq ed una popolazione stimata in 96 milioni di abitanti. La composizione etnica è assai diversificata: i principali gruppi sono gli Amhara (o abissini), gli Oromo, i Tigrini, i Sidama e i Danachili.

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Il paese è uno dei più poveri del mondo: il PIL medio pro capite è di 619 $ USA (dato Banca Mondiale). La speranza di vita è di 60 anni. La mortalità infantile è di 55 morti prima di compiere 5 anni ogni 1000 bambini.

Elevatissima è la percentuale della popolazione rurale: l’agricoltura praticata è quasi esclusivamente di sussistenza. L’economia etiopica è fortemente dipendente dai proventi del settore agricolo e gran parte degli scambi commerciali avviene a livello locale, con una limitatissima presenza nel mercato mondiale. Una delle più importanti risorse economiche del paese è costituita dalla coltivazione e dall’esportazione del caffè, la coltura di gran lunga più importante, che impiega circa un quarto della popolazione. La  ricorrente siccità, sommandosi ai danni della guerra civile e del conflitto con l’Eritrea, ha spesso costretto il paese ad importare prodotti alimentari di base.

Nel corso degli ultimi decenni la deforestazione, l’eccessivo sfruttamento dei pascoli e la mancanza di un programma di gestione del territorio hanno accelerato l’erosione del suolo produttivo. La deforestazione  e la desertificazione sono aggravate dall’impiego diffuso di combustibili tradizionali, come la legna da ardere,  che forniscono il 95, 88 % del consumo totale di energia.

Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è del 40%  (2013); dal 1952, quindi, quando solo il 4% della popolazione era in grado di leggere e scrivere, l’istruzione ha segnato una notevole crescita. L’istruzione primaria è gratuita. Le attuali infrastrutture, benchè ancora insufficienti, hanno ampliato in maniera significativa le possibilità di frequenza scolastica.