Il saluto di suor Laura a Giampaolo

Il saluto di suor Laura a Giampaolo

Condividiamo il saluto letto da suor Laura al funerale di Giampaolo Fasolo, lo scorso 30 giugno.

Giampaolo,

con Leda e la tua famiglia siamo un mondo di amici che fanno quadrato per accompagnarti “a casa”, quella che ci aspetta tutti e nella quale tu sei entrato da poche ore.

Evito discorsi emotivi e strappalacrime che non si addicono alla persona che sei sempre stata. Anche se, lasciamelo dire, la tua partenza ci lascia devastati e increduli.

Chi ha avuto il privilegio di incrociare la propria strada con la tua si rende conto del doloroso vuoto che la tua assenza fisica impone a tutti e a ciascuno. Vedo Leda, compagna forte e fedele di una vita. E gli amici del tuo quotidiano che, con te, sono diventati parte di orizzonti di amicizia e solidarietà senza più confini geografici.

Ripercorriamo dunque insieme, ancora una volta, e cominciando dall’Africa, il “miracolo” del nostro primo incontro nel lontano 2007. Ti abbiamo scoperto come persona solare, entusiasta, generosa. Medico e chirurgo appassionato della vita che hai difeso, curato, protetto.

La tua professionalità si è sempre accompagnata a una ricchezza umana che, da sola, già guariva quanto la medicina. L’estremo rispetto che ha distinto le relazioni con colleghi e pazienti, è dote non comune che il buon Dio ti ha regalato.

Spirito libero, aperto al nuovo, amante della storia e delle vicende umane: ci hai insegnato che il sapere non è mai raggiunto, che l’umiltà della ricerca e del confronto non è mai sufficiente, mai scontata.

Insieme con lo spessore umano che ti ha sempre distinto e guadagnato il titolo scherzoso di “Principe”, hai riempito le ore trascorse insieme di sane risate, di umorismo intelligente. 

Condividere con te l’avventura e il sogno dell’ospedale per i tuoi poveri, per la tua gente, è stato ed è gioia pura, privilegio gratuito. La mia voce è la LORO voce, imprestata per esprimerti tutta la gratitudine per averli accolti, curati, rispettati, amati. Nella certezza che il nostro cammino INSIEME sarà portato a compimento.

Noterai che parlo non al passato, ma usando un presente che non è solo grammaticale.

Tu sei con noi Giampaolo, sei qui e ascolti non più con orecchie umane, ma con quelle nuove che a noi restano difficili da accettare, ma che sono assolutamente reali. 

Hai già messo un pochino a soqquadro il Paradiso per dare una mano al tuo/nostro ospedale che, grazie a te, potrà essere completato in tempi brevissimi. Hai infatti compiuto il miracolo di mettere K.O., letteralmente “al tappeto”, la burocrazia italiana, nota per le sue tempistiche infinite ed hai reso possibile un finanziamento ritenuto impossibile.

Grazie “Principe”, continua così. Insieme ce la faremo, fino al giorno del nostro incontro definitivo nella Casa del Padre.

Ciao Giampaolo.

Suor Laura